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L'antimilitarismo è una vera e propria caratteristica genetica di ogni anarchico, in quanto la casta militare è da sempre la depositaria del sistema gerarchico e della pratica dell'omologazione, del principio di comando e del suo speculare, quello d'obbedienza. In seconda battuta l'esercito è anche il più potente strumento a difesa del sistema autoritario statale e capitalista e quindi ne è la sua massima incarnazione simbolica.
Se sull'utilizzo della violenza nel movimento anarchico hanno da sempre convissuto diverse idee non è mai stata in discussione l'etica antimilitarista. Nel corso del secolo che se ne è andato gli anarchici di tutte le lingue hanno sempre invitato alla diserzione, all'insubordinazione, allo sciopero generale e all'insurrezione rivoluzionaria, contro il servizio militare. Hanno praticato la renitenza, l'obiezione, la lotta all'interno delle caserme stesse e anche nei casi in cui hanno imbracciato le armi (Spagna, 1936 - Italia, 1943) si sono strutturati in milizie popolari basate sul volontarismo e l'autodisciplina. In questo gli anarchici si distinguono nettamente dalle dottrine marxiste o meno del socialismo. L'antimilitarismo anarchico si può dividere in due differenti periodi: quello che va dalle origini dell'Internazionale alla seconda Guerra Mondiale ed il successivo, fino ai giorni nostri.
Nella repubblica l'antimilitarismo prende principalmente la forma dell'obiezione di coscienza: molti tra i primi obiettori sono infatti compagni anarchici, da ricordare: Pietro Ferrua (che obietta nel marzo 1950) e Mario Barbani, che depose le armi davanti all'allora Capo di Stato Maggiore durante la sfilata del suo reparto a Palermo il 26-06-1950.Nel frattempo, grazie sopratutto alle lotte di anarchici, testimoni di Geova e dell' isolatissimo Don Milani si ottiene la legge 772 del 1972 lo Stato legalizza l'obiezione di coscienza ed introduce il servizio civile, ma gli anarchici rifiutano le molte restrizioni imposte da tale legge, nasce così la nonsottomissione conosciuta anche come obiezione totale, cioè il rifiuto totale di qualsiasi coercizione di statale.
In Italia la "nonsottomissione" ha coinvolto sempre poche decine di antimilitaristi all'anno, ma è in Spagna (soprattutto nella zona di Barcellona) che "l'insumisiòn" raggiunge una vera e propria dimensione di massa; nel 1993 si calcolava un numero minimo di 4.083 non sottomessi organizzati e quasi 10.000 nonsottomessi considerando anche quelli non organizzati. Da allora il numero è andato costantemente aumentando, oggi nel 1999 i nonsottomessi raggiungono la considerevole cifra di 30.000 e l'obiezione di coscienza ("legalizzata") attira oltre il 50% dei giovani spagnoli.
Francisco De Goya (1746 - 1828)
May 3rd 1808 in Madrid: the shootings on the Principe Pio Mountain