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Michail Bakunin (1814 - 1876)
Nato a Premuchino, in Russia primogenito di una famiglia aristocratica, ricevette un'educazione molto accurata dal padre, sostenitore acerrimo delle tesi di Rousseau. Si dedicò allo studio delle lingue - francese, tedesco, inglese ed italiano - fu poi mandato alla scuola d'artiglieria a Pietroburgo. La forte insofferenza per la disciplina e l'assurda vita militare lo spinsero ad abbandonare la scuola ed a trasferirsi a Mosca, dove ebbero luogo i primi importanti incontri con i circoli letterari e con l'ambiente dei giovani intellettuali russi.
Nell'anno 1842 Bakunin raggiunse Berlino e frequentò la società intellettuale diventando amico dello scrittore Turgenev, che lo avrebbe poi trasformato in protagonista del suo romanzo Rudin. Durante la sua permanenza a Dresda si immerse con molta passione nella lettura dei filosofi tedeschi. A Parigi, nel 1844, conobbe Marx, Proudhon e Georhe Sand. Nel 1847 fece un discorso a favore dei polacchi che portò alla sua deportazione in Belgio. Nel giro di pochi mesi fece ritorno a Parigi, ma decise subito di fare ritorno per prestare aiuto agli insorti polacchi. Nel 1849 accorse a dar man forte all'insurrezione scoppiata a Dresda e finì in carcere, condannato alla pena capitale. La pena fu commutata, successivamente il rivolzionario passò nelle mani dei sassoni, degli austriaci ed infine dei russi che lo rinchiusero nella fortezza di Pietro e Paolo. Nel 1857, solo grazie all'intervento dei parenti altolocati riuscì ad ottenere l'esilio in Siberia, da cui scappò prima in Giappone ed in U.S.A..
Una volta tornato in Europa cercò di partecipare all'insurrezione polacca del 1863 e si spostò in seguito in Italia, dove contribuì alla nascita del movimento dei lavoratori italiani. Nel 1868 aderì alla Prima internazionale, due anni più tardi tentò di provocare un'insurrezione a Lione per favorire quella esplosa a Parigi, anticipando quindi di un anno la Comune. Dopo la rottura con Marx, promosse la fondazione, nel 1872, dell'Internazionale Antiautoritaria, che sancì la nascita definitiva ed ufficiale del movimento anarchico. Il suo lavoro di maggiore importanza organicamente compiuto risulta essere : Stato e anarchia. M.Bakunin muore nel 1876, è universalmente considerato il padre dell'Anarchia.

Petr Kropotkin (1842 - 1921)
Nato a Mosca in una famiglia dell'antica e potentissima aristocrazia, trascorse buona parte dell'infanzia nella casa di campagna a Kaluga. Poi il piccolo principe fu accolto nella prestigiosa scuola del Corpo dei Paggi, i cui studenti erano destinati a diventare gli attendenti personali della famiglia imperiale. Studente brillante lasciò l'accademia nel 1862, convintosi ormai di non voler seguire una carriera per lui già segnata. Decise di chiedere un posto nel disprezzatissimo reggimento dei Cosacchi a Cavallo dell' Amur. Maturò una profonda indignazione per l'esercito che lo spinse a dare le dimissioni e a tornare Pietroburgo, dove si iscrisse all'Università. Nel 1872 raggiunse la Svizzera e si interessò alla questione degli internazionalisti libertari del Giura attraverso il quale conobbe l'operato di Bakunin.
Una volta tornato in Russia si dedicò totalmente alla causa rivoluzionaria che causò nel 1874 il suo arresto e l'incarcerazione nella fortezza di Pietro e Paolo, nel 1876 riuscì a fuggire riparando in Inghilterra e successivamente in Francia ove venne quasi subito arrestato; una grande mobilitazione internazionale in suo favore, a cui aderirono Victor Hugo e Ernest Renan, favorì la sua liberazione dopo cinque anni di carcere. Trasferitosi nuovamente in Inghilterra, vi rimase fino al 1917, ed in questo lungo periodo conobbe diversi rivoluzionari anarchici tra cui Emma Goldman ed Errico Malatesta. Nel 1916 promosse un manifesto interventista firmato da altri esponenti di spicco del movimento anarchico schierandosi dalla parte delle democrazie dell'intesa, Nel 1917 tornò nella Russia della rivoluzione ma venne immediatamente emarginato dal nuovo potere bolscevico. Ai suoi funerali nel 1921 parteciparono oltre centomila persone, tra cui migliaia di anarchici liberati dalle prigioni comuniste e rilasciati per l'occasione.
Della sua vastissima opera ricordiamo: Parolès d'un rèvoltè (1885); la conquete du pain (1892); The Greath French Revolution ( 1909); Modern science and anarchism 81903); Memories of a revolutionist (1899).

Pierre - Joseph Proudhon (1809 - 1865)
Nato a Besancon da una famiglia poverissima, frequentò il collegio locale vincendo anche una borsa di studio, tuttavia fu costretto ad abbandonare gli studi a causa di gravi ristrettezze economiche. Iniziò a lavorare come tipografo e si trasferì a Parigi, dove, nel 1839, pubblicò il suo primo libro, De la cèlèbration du dimanche, seguito l'anno successivo dal famosissimo Qu'est-ce que la proprietè ?.
Le sue opere ovviamente gli procurarono guai con la giustizia: fi infatti accusato di oltraggio alla religione ed incitazione all'odio contro il governo e l'autorità costituita. Nel 1842 si spostò a Lione com eimpiegato di trasporti fluviali; durante i cinque anni di permanenza si dedicò alla stesura di altri due importanti scritti: De la crèation de l'ordre dans l'humanitè (1843) e Système des contradictions economiques ou philosophie de la misère (1846). Tornato a Parigi partecipò alla rivoluzione del 1848 e fu anche eletto deputato dell'Assemblea Nazionale. Nel 1849 fondò la Banca del Popolo per realizzare i principi della mutualità già da lui difesi. In seguito ad una attacco sulla stampa dell'epoca a Luigi Bonaparte fu condannato a tre anni di carcere. Durante la detenzione sposò un'operaia parigina (1850), futura madre delle sue due figlie, e scrisse "Les confession d'un revolutionnaire". J.P. Proudhon muore nell'anno 1865.

Errico Malatesta (1853 - 1932)
Impossibile dare compiutamente conto della vita di Malatesta, forse il più grande rivoluzionario italiano di tutti i tempi. Nato da una famiglia della borghesia agraria a Santa Maria Capua vetere approdò giovanissimo all'internazionalismo anarchico, tuttavia Malatesta è dapprima repubblicano e solo nel 1871 aderisce al movimento anarchico facendo sì che in Italia il socialismo e il movimento dei lavoratori nascesse anarchico. Nel 1879 fu praticamente costretto a lasciare l'Italia per evitare la prigione, e trascorse dieci anni in America Latina dove organizzò il movimento anarchico locale recandosi in Patagonia insieme ad altri compagni per trovare l'oro e finanziare così le attività del movimento. Tra il 1890 ed il 1897 tentò di porare il movimento anarchico sul terreno dell'organizzazione. Dopo i moti del 1898 fu arrestato e confinato a Lampedusa al "domicilio coatto". Di qui fuggì in Tunisia, Inghilterra, U.S.A; tornato a Londra vi ci rimase fino al 1913 partecipando tra l'altro nel 1907 al Congresso internazionale anarchico di Amsterdam.
Nel 1914 Malatesta fu tra l'altro uno dei principali organizzatori della "Settimana Rossa" in Italia, conclusasi negativamente la quale fu costretto a trasferirsi di nuovo a Londra in esilio. Nel 1919 fece ritornò clandestinamente in Italia: a Genova fu accolto come il Lenin d'Italia da una folla veramente oceanica. Tra il 1919 ed il 1929 partecipò al "Biennio Rosso" e fondò la rivista Umanità Nova (50.0000 copie di tiratura, un record per l'epoca), ancora oggi esistente a Carrara e stampata dalla Tipolitografia Editrice di Via S. Piero 13/a Sempre nello stesso anno promosse l'organizzazione dell' Unione Anarchica Italiana (U.S.I.) forte di ben 30.0000 aderenti. Purtroppo, l'avvento di Mussolini frenò la sua attività ma non la spezzò, ma fu chiusa, solo temporanemente, Umanità Nova (1922). Il Malatesta sfuggì alla censura fascista fondando la rivista quindicinale "Pensiero e Volontà", che risulta essere ancora oggi una delle migliori riviste anarchiche mai pubblicate.Tra il 1926 ed il 1932 dopo la chiusura della sua rivista Malatesta fu costretto agli arresti domiciliari forzati, con due poliziotti, che giorno e notte fuori stazionavano fuori dalla sua porta pronti ad arrestare chiunque si recasse a fargli visita. I suoi funerali nel 1932, si svolsero, per volere dell' autorità, in forma privata e il suo feretro fu addirittura accompagnato al cimitero da un intero plotone di carabinieri. Inoltre, per mesi e mesi alcuni poliziotti sorvegliarono la sua tomba, impedendo a chiunque di avvicinarsi.

William Godwin (1756 - 1836)
Nato a Wisbech nel 1756, Wiliam Godwin viene avviato alla carriera ecclesiastica sulle orme del padre, un pastore dissidente. Tra il 1778 ed il 1882 esercita l'attività ecclesiastica a Ware e comincia quindi a leggere gli illuministi francesi. Di qui la sua scelta di abbandonare il ministero pastorale. A Londra si avvicina all'ala sinistra del partito Whig (liberali)., in questo periodo abbraccia le idee ateistiche dell'illuminismo radicale. Lo scoppio della Rivoluzione Francese , nel 1789, gli suggerisce l'idea di elaborare un trattato per proteggere gli ideali progressisti ed egualitari dall'attacco dei conservatori e, al contempo criticare l'autoritarismo violento dei giacobini e la pratica di violenza quale mezzo di trasformazione sociale. La sue due opere di maggior successo furono: Enquiring concerning poltical Justice data alle stampe nel 1793 che riscosse successo immediato conquistando l'ammirazione degli intellettuali radicali anglosassoni .
Nel 1797 pubblica l'altra opera di enorme importanza : The enquirer. Reflections on educations, Manners and Literature. Qui Godwin espone la sua concezione pedagogica antiautoritaria, fondata sul rapporto paritario tra studente e docente. Sposato a Mary Wollstonecraft, ritenuta oggi un'anteisignana del femminismo, ebbe da lei una figlia, Mary la quale sposerà il grande poeta inglese Percy Shelley. Negli anni della Restaurazione (1814 - Congresso di Vienna),la fama di Godwin venne meno, ma egli continuò a scrivere, nonostante le pesanti difficoltà economiche che lo affliggevano, senza abiurare minimamente le sue idee. Godwin morì a Londra nel 1836.

Max Stirner (1806 - 1865)
Johann Caspar Schmidt (Max Stirner è il suo pseudonimo) nasce a Bayreuth in Baviera, figlio di un modesto fabbricante di flauti, frequentò il liceo classico locale ed iniziò poi un tormentato percorso universitario in diverse città tedesce tra cui Berlino, dove seguì le lezioni di Hegel e di Scheiermacher. Nel 1832 riuscì non senza una certa fatica a superare l'esame per l'abilitazione ad insegnare nei licei prussiani.
Nel 1837 sposò la figlia della sua padrona di casa che poco dopo le nozze morì di parto, Stirner si sposò comunque una seconda volta.
Nel 1843 pubblicò la sua opera più famosa, "Der Enzige und sein Eighenthum (l'Unico e la sua proprietà)" che pur non venendo sequestrata poichè considerata illeggibile dalla polizia, causò il suo licenziamento dal liceo ove insegnava. Il periodo successivo fu costellato da enormi difficoltà e fallimenti che lo portarono anche in carcere per debiti, Stirner morì nella più completa solitudine, abbandonato dalla seconda moglie ed assillato dai creditori.

Camillo Berneri (1897 - 1937)
Lodigiano di nascita dopo una breve militanza nel Partito Socialista nell'anno 1915 aderì all'Anarchismo. Allievo di Gaetano Salvemini, si laureò nel 1922. Numerosi furono i suoi interventi sulla stampa libertaria, dopo l'avvento del fascismo in Italia fu espulso e perseguitato in diversi paesi ove il Berneri riparò (Francia, Olanda, Lussemburgo, Belgio, Germania, etc...). Allo scoppio della rivoluzione spagnola (forse l'unica vera e propria rivoluzione anarchica del secolo -luglio 1936-) accorse in Catalogna, dove insieme a Carlo Rosselli costutuì la colonna internazionale Francisco Ascaso, formata da miliziani italiani (anarchici e militanti del movimento d'ispirazione socialista Giustizia e Libertà), che combattè sul fronte d'Aragona. Fondò a Barcellona il peridoico "Guerra di Classe", nel quale espose coraggiose critiche al vergognoso operato controrivoluzionario degli stalinisti, questo costò la vita al Berneri, infatti il giorno 5 maggio 1937 venne prelevato dalla sua abitazione a Barcellona insieme ad un altro italiano, Francesco Barbieri, da alcuni sicari comunisti. Poche ore dopo i due furono trovati morti, i loro corpi erano straziati da numerosi colpi di rivoltella.

Noam Chomsky (1928)
Noam, risulta essere uno dei maggiori linguisti del pianeta. I suoi studi sull'origine innata dell'apprendimento linguistico hanno fatto scuola, ma in questo caso ci riferiremmo al Chomsky impegnato politicamente. Infatti accanto al suo impegno accademico presso il prestigioso MIT di Cambridge, negli U.S.A., Chomsky è uno dei più infaticabili ed attenti osservatori della politica internazionale, con particolare attenzione al mondo sudamericano ed al medio ed estremo oriente.
Tra le sue opere di maggiore importanza: Per ragioni di stato (Einaudi, Torino 1977), La quinta libertà (Eleuthera, Milano, 1987), La conquista continua (Gamberetti, Roma, 1993), Il potere (Editroi riuniti, Roma, 1997), Il club dei ricchi (Gamberetti, Roma, 1996).

Michel Foucault (1926 - 1984)
E' stato uno dei maggiori intellettuali poliedrici di questo secolo. Filosofo, storico, epistemologo, critico letterario, ma anche analista e militante politico, i suoi studi hanno impresso una svolta radicale nella ricerca di ciò che caratterizza il presente, non solo nei vari ambiti disciplinari maestosamente raffigurati da Foucault, ma anche nelle forme costitutive dei saperi e il loro modo di formarsi e funzionare realmente nella società storicamente considerate, configurando inedite relazioni al potere.
Tra le sue opere di maggiore importanza: Storia della follia (Rizzoli, Milano, 1963), L'archeologia del sapere ( Rizzoli, Milano, 1963), Microfisica del potere (Einaudi, Torino, 1977), Storia della sessualità (in tre volumi, Feltrinelli, Milano, 1978 - 1984 - 1985), Sorvegliare e punire (Einaudi, Torino, 1969).

Murray Bookchin (1922)
Costui è uno dei più importanti studiosi del pensiero ecologico al mondo. Attraverso una esistenza in cui ha sperimentato molteplici attività e militanze politiche e sindacali, Bookchin dirige attualmente l'Istituto di Ecologia Sociale nel Vermont, uno stato della costa atlantica degli U.S.A, in cui si concentrano esperti e praticanti dell'ecologia sociale, Il taglio libertario impresso agli studi sul rapporto tra natura e società esclude ogni naturalismo semplicistico, quasi magico o sacrale, che talvolta diviene un alibi per non andare alla radice delle cause del degrado ecologico che alla vigilia del 21° secolo attanaglia il pianeta.
Bookchin sostiene infatti che sono le relazioni sociali di dominio ad ipotecare un rapporto corretto e rispettoso tra uomo ed ambiente. Solo relazioni antiautoritarie e solidali, radicate in istituzioni decentrate e federate, secondo il modello di municipalismo libertario, potranno comprendere le esigenze della natura che ci circonda.
Tra le sue opere di aggiore importanza: Per una società ecologica (Eleuthera, Milano, 1984), L'ecologia della libertà ( Eleuthera, Milano, 1993), Democrazia diretta (Eleuthera, Milano, 1993), L'idea di ecologia sociale Palma - Associate, Palermo - Roma, 1996).